Tra giugno e luglio verranno inaugurate le dodici Reti Civiche Urbane della città di Bari. Pochi giorni fa è stata avviata quella all’Orto Domingo di Picone-Poggiofranco (con 30 soggetti e 150 eventi previsti), il 21 giugno toccherà a Palese e il 26 giugno a Carbonara-Ceglie-Loseto-Santa Rita. Il programma promosso dall’amministrazione comunale rivolto a tutti gli attori sociali dalle associazioni ai commercianti, dai comitati di quartieri alle parrocchie, delle cooperative alle scuole sta infittendo la sua trama nel tessuto della città.
Le Reti Civiche Urbane sono un programma nato nel 2018 promosso dall’amministrazione del Comune di Bari. Sono l’epilogo di un percorso di partecipazione e di cittadinanza attiva che ha coinvolto comitati di quartiere, associazioni, scuole, parrocchie, commercianti. Propongono un nuovo modello di città fondato sui principi dell’attivazione civica, della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini del quartiere per comprendere le sue problematiche.
Si sono formate 12 realtà di cittadinanza attiva (una per quartiere), riunite in ATS che per 18 mesi propongono un programma di attività di promozione culturale e sociale nel territorio. Le RCU nascono dall’idea di rispondere alla crescente sensibilità dei cittadini di essere coinvolti nel processo di crescita e immaginazione della propria città. Una vera e propria rete di attivismo dal basso. “L’idea di partecipazione si colloca in un contesto storico in cui i cittadini vogliono fortemente condividere il destino e le visioni della propria città. Non si accontentano di un’amministrazione che impone loro una visione del mondo, ma con le rappresentanze, con il Consiglio e i Municipi vogliono partecipare attivamente ai loro interessi. I cittadini sono i portatori di interesse” dice Vitandrea Marzano, componente dello staff del sindaco di Bari Antonio Decaro e coordinatore insieme a due facilitatrici del programma RCU. Cittadinanza, associazionismo e amministrazione entrano in stretta connessione con l’obiettivo di collaborare.
Ad ogni quartiere è stato affidato un budget economico su base demografica e socio-culturale che va da 40000 a 165000 euro (il Libertà è il quartiere più popoloso a cui è stata assegnata la somma più alta): “Abbiamo chiesto a tutti gli attori territoriali in qualsiasi forma, semplici residenti o comitati di cittadini, cooperative, parrocchie, commercianti di mettersi insieme e immaginare un programma di animazione territoriale per la durata di 18 mesi. Dopo la fase di co-progettazione è nata la Rete Civica Urbana, un consorzio di attori territoriali per quartiere, da gestire in forma autonoma, ma con la collaborazione con l’ente amministrativo soprattutto per la richiesta di permessi e autorizzazioni diventando strumento di attuazione e non freno per l’attivismo civico dal basso”. Il programma delle RCU è ambizioso: coinvolge 250 organizzazioni e oltre 2000 persone e secondo Marzano “possono diventare un interlocutore permanente per l’amministrazione per quanto riguarda la pianificazione del territorio”. Si tratta di una misura unica, per come è stata strutturata, in Italia e in Europa. Dal confronto con le altre città si è arrivati a pensare che Bari possa crescere come capitale sociale e voglia di fare comunità a partire dalle capacità che gli attori hanno di realizzare qualcosa in comune.
Le Reti Civiche hanno avuto un lungo processo di germinazione proprio per la pluralità dei soggetti a cui si rivolgono: “Da fine agosto 2018 le dodici candidature delle RCU sono arrivate a fine dicembre, successivamente la struttura di pianificazione e gestione del programma ha fatto le dovute verifiche obbligatorie per un ente pubblico per garantire la legittimità di ogni singolo partecipante”.
Vitandrea Marzano continua a spiegare la fase complessa di co-progettazione sottolineando però che la formazione delle RCU rispecchia i desideri e le aspettative, la storia e l’identità del quartiere: “Trattandosi di una novità non sono mancati equivoci e conflitti, ma la bellezza di questo programma però è che non propone qualcosa di omologato e uniforme poiché ogni quartiere ha le sue specificità, la sua storia, la sua identità e aspettative e desideri”. Le Reti Civiche Urbane puntano a sistematizzare il patrimonio di pluralità sociale di ogni quartiere: “Segna una nuova esperienza collettiva per la città” continua Marzano “Se noi rafforziamo la collaborazione tra le persone, la capacità di stare insieme, il concetto di fiducia si potrà avere una città più forte e resiliente, pronta ad affrontare nuove sfide, affidandosi al sentimento della cooperazione e di cura, Senza la collaborazione dei cittadini non c’è amministrazione che tenga. Negli organismi complessi della città i cittadini sono la spina dorsale di qualsiasi processo.”
Luigi Laguaragnella